La Commissione agricoltura del Senato, presieduta dal senatore Roberto Formigoni, ha approvata in sede deliberante, in via definitiva e all’unanimità la proposta di legge per lo sviluppo della filiera della canapa. “Il provvedimento preso ha colmato un vuoto legislativo regolando un settore in forte crescita.” Così ha commentato il Presidente Formigoni “La canapa è una coltura in grado di contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale in agricoltura, del consumo dei suoli, della desertificazione e della perdita di biodiversità.”
Inoltre ha aggiunto Formigoni: “Il fulcro della legge sta nella non responsabilità degli agricoltori se il Thc, principio attivo delle cannabis sativa destinata alla produzione di fibre, sfora lo 0,2%, mantenendosi però entro lo 0,6%. Questo fa si che la coltivazione della cannabis sativa sia possibile “senza necessità di autorizzazione”.
Nel disegno di legge infatti si delimita quello che è possibile ottenere: alimenti e cosmetici prodotti esclusivamente nel rispetto delle discipline dei rispettivi settori; semilavorati, quali fibra, canapulo, polveri, cippato, olio carburanti, per forniture alle industrie e alle attività artigianali di diversi settori, compreso quello energetico; materiale destinato alla pratica del sovescio, cioè come fertilizzante; materiale organico destinato ai lavori di bioingegneria o prodotti utili per la bioedilizia; materiale finalizzato alla fitodepurazione per la bonifica di siti inquinati. E ancora: coltivazioni dedicate alle attività didattiche e dimostrative nonché di ricerca da parte di istituti pubblici o privati; coltivazioni destinate al florovivaismo. Ma anche per  scopi energetici solo per autoproduzione aziendale.
Per quanto riguarda gli alimenti sarà un decreto del ministro della Salute e definire i livelli massimi di residui di Thc ammessi. Infine – tra le misure previste – la destinazione da parte del ministero dell’Agricoltura di una quota delle risorse disponibili a valere sui piani nazionali di settore di propria competenza, nel limite massimo di 700 mila euro all’anno, “per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione nel settore della canapa”. Inviati a controllare i campi delle coltivazioni saranno gli uomini del Corpo Forestale dello Stato.

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Ultimo aggiornamento

Martedì 27 marzo 2014




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