Formigoni2Pubblichiamo l’intervento del presidente della 9° Commissione Agricoltura del Senato, Roberto Formigoni, relatore del provvedimento in aula prima della sua approvazione.

“Signora Presidente, in esordio vorrei veramente ringraziare tutti i colleghi che con i loro interventi di ieri hanno certamente arricchito l’esame di un provvedimento del quale tutti riconoscono l’importanza, anche chi lo ha fatto con accenni critici ma – mi è sembrato di cogliere – mossi da un intento costruttivo.

La mia replica sarà breve e toccherà alcuni aspetti di tipo generale; so che il Governo si riserverà poi di entrare più nel dettaglio. Parto da un dato che anch’io avevo segnalato ed è stato ripreso da molti: il provvedimento che è al nostro esame ha un iter lungo alle sue spalle, ma lasciatemi sottolineare che questo non significa che sia stato un trascorrere di tempo inutile. Alcune parti più urgenti del disegno di legge quale era in origine sono già in vigore, da tempo, essendo state oggetto di stralcio ed essendo state inserite in altri veicoli normativi, perché l’urgenza lì spingeva l’azione di Governo.

Nel corso del tempo parti nuove si sono aggiunte sia nella prima lettura al Senato che alla Camera dei deputati. In ogni caso credo che tutti possano riconoscere che il disegno di legge conserva oggi una sua vera organicità, in parte con differenti caratterizzazioni, in parte conservando molti aspetti dell’impianto originario. Le novità derivano proprio da un maggior approfondimento e da un adattamento al mutato contesto politico e fattuale generale e settoriale.

Non sto qui a ribadire – l’ho già fatto ieri in dettaglio – gli ambiti di intervento più importanti del disegno di legge. Lasciatemi però sottolineare una volta di più che sono ambiti di primario rilievo che hanno trovato appoggio e sostegno da parte del vasto mondo dei diretti interessati. Voglio anche citare – perché ne ho preso nota nel corso del dibattito – le problematiche che sono state sollevate, che afferiscono a materie indubbiamente importanti di cui è stata lamentata la non presenza nel disegno di legge. Ma anche qui l’osservazione che voglio fare è che non si tratta di un provvedimento omnibus.

I temi che sono stati ricordati sono importanti: chi ha citato le quote latte, chi la concorrenza delle importazioni di riso dall’estero, chi l’agricoltura montana, chi l’istruzione agraria, chi le emergenze fitosanitarie e la ricerca scientifica, chi la criminalità agroambientale, chi i pesticidi, chi gli squilibri nella filiera agroalimentare, chi la tutela in generale del patrimonio agroalimentare italiano o l’importante tema dell’imprenditoria femminile in agricoltura. È vero, questi temi non sono considerati, nello specifico, all’interno di questo provvedimento, ma voglio segnalare – soprattutto a chi, tra i colleghi, non fa parte della Commissione agricoltura – che di alcune di queste tematiche la Commissione agricoltura già si sta occupando da tempo, con solerzia e con diligenza. Saremo, quindi, in grado di proporre all’Assemblea interventi specifici su questi temi nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Altri temi sono all’ordine del giorno o sono nei nostri progetti di intervento. Credo, dunque, che si possa dire che, complessivamente, il Senato, la sua Commissione e il Governo stanno cercando di delineare, nel corso di questa legislatura, un intervento organico sul complesso delle tematiche che riguardano il comparto primario.

Voglio anche ringraziare i colleghi senatori che nei loro interventi hanno sottolineato come il provvedimento costituisca un segnale importante nel settore. Questo provvedimento rappresenta – lo dicevo già ieri – per certi versi un punto di arrivo, per altri un punto di partenza. Consegniamo nelle mani del Governo importanti deleghe e ci auguriamo che ci sia, da parte del Governo, un’azione sollecita affinché queste deleghe, una volta attuate, diano ulteriore certezza normativa al sistema.

Peraltro, le disposizioni immediatamente precettive sono, per certi versi, ancora più numerose e importanti delle deleghe e consentiranno con immediatezza semplificazioni normative. Sottolineo questo tema: di semplificazioni il Parlamento e l’opinione pubblica dibattono da troppo tempo, ma le semplificazioni contenute in questo provvedimento rispondono ad importanti richieste e faciliteranno la vita e il lavoro degli addetti.

Ci sono misure di sostegno in settori produttivi, misure di incontro tra domanda e offerta di terreni agricoli; interveniamo sulla funzionalità delle attività agricole mediante i contratti di rete, sul contrasto alle infrazioni in materia di pesca e di acquacultura e sul contrasto al bracconaggio ittico nelle acque interne.

Mai come in questa legislatura – ne sono convinto, signora Presidente – la sinergia tra Governo e Parlamento ha consentito importanti interventi nel settore agricolo. Ricordo nuovamente – nessuno può dimenticarla – la legge sull’agricoltura sociale, quella sulla tutela della biodiversità agraria e alimentare, la conversione del decreto-legge sul rilancio del settore agricolo, oltre importanti profili di competenze in leggi più ampie, primo tra tutti il decreto-legge competitività.

Ancora una volta, in questo campo i dati economici ci danno ragione. I dati economici confermano un andamento positivo del comparto agricolo; certo, non esente da criticità, ma il segno complessivo è nettamente positivo. Si tratta, quindi, di una tendenza che deve essere sostenuta e consolidata, perché può rendere ancora più importante l’azione dei nostri concittadini impegnati in questo settore; e questo nonostante non manchino le difficoltà, che provengono da cause naturali (le numerose calamità) o sono di tipo politico (penso all’embargo russo e alla concorrenza sempre sleale che dobbiamo verificare sui mercati esteri).

A queste sfide stiamo rispondendo – e vogliamo sempre più rispondere – con la tutela delle eccellenze e delle qualità che rendono i nostri prodotti agroalimentari i più noti nel mondo. È per questo motivo che rinnovo l’invito ai colleghi del Senato a voler approvare questo provvedimento.

Signor Presidente, le chiedo di poter consegnare un testo integrativo del mio intervento affinché sia allegato al Resoconto stenografico della seduta odierna.”

  • Integrazione alla relazione orale del senatore Formigoni sul disegno di legge n. 1328-B

“Egregi colleghi, ho ascoltato con attenzione gli interventi nel corso della discussione generale, taluni adesivi altri, con vari accenti, critici.

Una premessa: è vero, il provvedimento è all’esame delle Camere da tempo, ma ciò non significa che sia stato un trascorrere inutile. Parti più urgenti del disegno di legge nella sua configurazione iniziale sono già in vigore, essendo state oggetto di stralcio e inserimento in altri veicoli normativi; parti nuove si sono aggiunte, nel corso della prima lettura da parte del Senato e dell’esame da parte della Camera dei deputati. In ogni caso il disegno di legge conserva oggi la sua organicità, anche se con differenti caratterizzazioni, che derivano proprio da un maggiore approfondimento e da un adattamento al mutato contesto politico e fattuale, generale e settoriale.

Non voglio qui ribadire nuovamente gli ambiti di intervento più importanti del disegno di legge, ma essi sono di primario rilievo, come ho avuto modo di illustrare nel dettaglio nella mia relazione di ieri.

Sono state segnalate nel corso del dibattito problematiche afferenti a materie indubbiamente importanti, ma non trattate dal disegno di legge: quote latte (senatore Gaetti), concorrenza delle importazioni di riso dall’estero (senatore Candiani), agricoltura montana (senatore Panizza), istruzione agraria (senatrice Fasiolo), emergenze fitosanitarie (senatrice Albano), ricerca scientifica (senatrice Fasiolo), criminalità agro-ambientale (senatore Ruta), pesticidi (senatore Panizza), squilibri nella filiera agroalimentare (senatore Campanella), tutela in generale del patrimonio agroalimentare italiano (senatore Scoma), imprenditoria femminile in agricoltura (senatrice Valdinosi). Di tali tematiche, certamente ci stiamo occupando e ci occuperemo in Commissione, con gli strumenti normativi ovvero conoscitivi e di impulso e controllo a nostra disposizione.

Giova invece qui richiamare e condividere anche l’opinione di coloro che hanno colto la necessità, con il provvedimento, di un segnale importante nello strategico settore primario. Esso rappresenta per certi versi un punto di arrivo, ma per altri un punto di partenza: le importanti deleghe, una volta attuate, daranno certezza normativa al sistema.

Peraltro, le disposizioni immediatamente precettive sono ancora più numerose e importanti delle deleghe e consentiranno con immediatezza semplificazioni normative, sostegno ai settori produttivi, incontro tra domanda ed offerta di terreni agricoli, la funzionalità delle attività agricole mediante contratti di rete, il contrasto alle infrazioni in materia di pesca e acquacoltura e al bracconaggio ittico nelle acque interne. Mai come in questa legislatura la sinergia tra Governo e Parlamento ha consentito importanti interventi nel settore primario: ricordo nuovamente la legge sull’agricoltura sociale, la legge sulla tutela della biodiversità agraria e alimentare, la conversione del decreto-legge sul rilancio del settore agricolo, oltre a importanti profili di competenza in leggi più ampie, primo tra tutti il decreto-legge competitività.

I dati economici confermano un andamento positivo del comparto, da sostenere e consolidare, nonostante le calamità naturali e le influenze di ordine politico derivanti dall’embargo russo e dalla concorrenza, sovente sleale, sui mercati esteri. A tali sfide si risponde, a mio avviso, con la tutela delle eccellenze e delle qualità che rendono i nostri prodotti agroalimentari i più noti nel mondo.”

 

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