federchimicaI fertilizzanti rappresentano per le piante quello che gli alimenti sono per l’uomo e gli animali: le piante per vivere e crescere assorbono infatti gli elementi nutritivi (i sali minerali) che sono contenuti nel terreno.

I fertilizzanti, pertanto, giocano un ruolo indispensabile nel mantenimento della fertilità del terreno nel tempo e rappresentano per gli agricoltori uno strumento importantissimo in quanto reintegrano quegli elementi nutritivi che sono stati prelevati dalle colture.

Azoto, fosforo e potassio, detti anche elementi nutritivi principali, ricoprono un ruolo chiave nella nutrizione vegetale. Altri elementi indispensabili, detti secondari, sono calcio, magnesio e zolfo. Contribuiscono alla nutrizione ed al benessere delle colture anche zinco, rame, ferro, manganese, boro, cobalto e molibdeno, tradizionalmente chiamati microelementi.

I fertilizzanti, per ovvie ragioni, sono classificati a seconda della loro composizione e dei metodi di produzione:

i concimi minerali, generalmente di sintesi, sono ottenuti replicando, attraverso processi chimici controllati, fenomeni che avvengono in natura, ottenendo quindi composti che hanno le medesime caratteristiche di quelli esistenti (es. ammoniaca e urea). Questa categoria di concimi è l’unica che, attualmente, è disciplinata da un Regolamento europeo (Regolamento CE 2003/2003);

i concimi organici, nei quali è la sostanza organica, di origine animale e/o vegetale, a fornire il materiale proteico necessario per la nutrizione delle piante. Per questa categoria non esiste una regolamentazione europea, ma sono disciplinati esclusivamente a livello nazionale (in Italia con il D.Lgs. 75/2010);

i concimi organo-minerali, concimi composti dalla combinazione di componenti organiche e minerali ed anch’essi disciplinati a livello di Stato membro (in Italia con il D.Lgs. 75/2010);

specialities, sono prodotti ad elevato grado tecnologico e di specializzazione che nella maggior parte dei casi hanno come finalità quella di migliorare l’assorbimento dei nutrienti, come ad esempio i biostimolanti. Anche i biostimolanti sono normati esclusivamente a livello nazionale (in Italia con il D.Lgs. 75/2010).

 

I principali operatori del mercato sono raggruppati in Assofertilizzanti (54 imprese associate) e rappresentano oltre l’80% del mercato nazionale.

Secondo i rilevamenti ufficiali di Assofertilizzanti è stato stimato per il 2015:

 un valore di mercato di circa 1,3 miliardi di €, di cui circa 1 miliardo è riconducibile alle nostre associate;

 circa 3000 lavoratori impiegati in tutti i settori merceologici, di cui circa 2400 sono stati assunti dalle nostre imprese;Canterini Federchimica

 

Nell’ambito dell’action plan sulla Circular Economy (la nuova strategia europea che basa l’economia sul riciclo e sull’uso sostenibile delle risorse) la normativa comunitaria sui fertilizzanti verrà armonizzata con l’introduzione di un nuovo Regolamento.

La necessità di un nuovo Regolamento nasce dal fatto che, attualmente, i concimi organici, organo-minerali e le specialities non sono ancora ricompresi in una regolamentazione europea, pertanto i produttori di fertilizzanti incontrano difficoltà nel commercializzare liberamente i propri prodotti sul territorio comunitario. L’abbattimento delle barriere normative, pertanto, garantirà pari opportunità per tutti i produttori di fertilizzanti, pur mantenendo elevati gli standard di salubrità e sicurezza ambientale dei prodotti.

Tuttavia, l’attuale proposta di legge contiene alcune criticità che potrebbero compromettere seriamente l’attività e la sostenibilità economica delle industrie italiane ed europee.

L’Associazione ha già fatto un primo screening delle criticità tecniche presenti nel testo del Regolamento, contenute nel documento che lasciamo agli atti, ma le principali problematiche possono essere così riassunte:

Concimi Minerali

La produzione dei concimi minerali è sempre stata subordinata a delle norme europee fin dagli anni 70, a partire dalla Direttiva 76/116/CEE fino all’attuale Regolamento CE 2003/2003, che hanno introdotto importanti regole per la produzione di concimi ad elevati standard qualitativi e di sicurezza.

Con il nuovo Regolamento viene chiesto alle industrie di fare un ulteriore sforzo per evolversi in una direzione più sostenibile ma, per quanto i produttori di concimi minerali non abbiano mai smesso di mettere in atto una vera e propria rivoluzione industriale, sono state avviate numerose discussioni sull’introduzione di limiti particolarmente restrittivi per il cadmio. Infatti, la proposta di Regolamento in discussione prevede la fissazione di un limite inziale di cadmio a 60 mg/Kg di P2O5, per poi abbassarsi successivamente a 40 fino a 20 nel giro di 12 anni.

Il cadmio è un metallo presente nelle rocce fosfatiche (fosforiti), materiale quest’ultimo da cui dipende il 50% del mercato europeo per la produzione di concimi fosfatici. È importante sottolineare che gli attuali processi di rimozione del cadmio (decadmiazione), non sono sostenibili da un punto di vista ambientale in quanto non è chiaro con che modalità viene smaltito questo metallo una volta separato dalle fosforiti. In aggiunta a ciò è altresì importante sottolineare che il raggiungimento dei limiti proposti può avvenire solamente con dei processi di decadmiazione economicamente insostenibili, a meno di non raddoppiare i prezzi delle materie prime, con conseguenti ripercussioni per gli agricoltori, in quanto costretti ad acquistare concimi a prezzi non competitivi.

Tali limiti, tra l’altro, non trovano nessun fondamento scientifico e non tengono conto del più recente studio relativo alla riduzione dei contenuti di cadmio nei suoli agricoli negli ultimi dieci anni1.

Lo studio del 2013 ha dimostrato che distribuendo in campo un concime fosfatico con i contenuti di cadmio attuali, non si registreranno nei prossimi 100 anni incrementi di questo metallo. Tale tesi è giustificata da quanto segue:

o nell’ultimo decennio l’uso dei concimi fosfatici è fortemente diminuito;

o in questi anni si è potuto disporre di strumenti di monitoraggio più efficaci rispetto al passato;

o per una serie di fattori ambientali è diminuito il tasso di deposizione di cadmio presente in atmosfera.

Sulla base delle conclusioni dello studio, le industrie del settore propongono di fissare un limite massimo di contenuto di cadmio di 60 mg per kg di P2O5, ben al di sotto del benchmark identificato dallo studio che è di 80 mg di cadmio per kg di P2O5. Si propone, quindi, di eliminare i progressivi abbassamenti del limite a 40 e 20 mg di cadmio per kg di P2O5 che danneggerebbero il settore senza apportare benefici ambientali.

Alla luce di ciò è importante che si incentivi la messa a punto di risorse economiche, destinate alla ricerca e sviluppo, per valorizzare le competenze all’interno dei Paesi membri, dal momento che le industrie europee sono in possesso da diversi anni del know-how per sviluppare nuove tecnologie più efficaci sotto un punto di vista di sostenibilità ambientale ed economica.

Concimi Organo-Minerali

Il settore dei concimi Organo-Minerali è costituito, in Italia, prevalentemente da PMI con una forte propensione alla ricerca ed innovazione.

Le tecnologie di questo comparto, in Italia, sono quanto di più evoluto ci sia nell’intero panorama europeo dei fertilizzanti, anche a livello di efficienza ambientale, tant’è che le PMI italiane vantano decennali collaborazioni con Università ed enti di ricerca che hanno permesso di studiare approfonditamente questi prodotti e caratterizzarli da un punto di vista chimico ed agronomico, permettendo quindi di garantire efficienza e sicurezza al consumatore finale.

Il riconoscimento della categoria dei concimi organo-minerali nel nuovo Regolamento ha sofferto le seguenti criticità:

riconoscimento categoria – durante le prime fasi di discussione presso i tavoli tecnici di Bruxelles, vi era la volontà di alcuni Stati membri, tra cui la Germania, di non considerarli in una categoria a sé stante. Tale impostazione rispondeva più a logiche commerciali, al fine di tutelare le industrie nazionali, che da ragioni tecniche. È opportuno sottolineare che tali concimi sono tipici della fascia mediterranea e che in Italia vantano di una posizione di leadership a livello mondiale. In più occasioni, infatti, l’Associazione ha fatto presente che il non riconoscimento può seriamente compromettere il commercio di questi prodotti.

Fortunatamente il testo del nuovo Regolamento riconosce questi fertilizzanti come categoria a sé stante, ma bisogna vigilare affinché non venga stravolto l’impianto della nuova normativa.

Cromo – I sali di cromo trivalente vengono generalmente usati nei processi di concia delle pelli. Dal momento che alcuni fertilizzanti a base organica derivano appunto dagli scarti delle concerie, peculiarità esclusivamente italiana, questi contengono cromo trivalente che è l’unica forma che non presenta nessun grado di tossicità per gli uomini e l’ambiente. L’altra forma di cromo, quella esavalente, invece, è altamente tossica, motivo per il quale il testo del nuovo Regolamento ne impone un limite che è al di sotto della rilevabilità analitica. In passato molti Stati membri insistevano per fissare il limite sul cromo totale, cioè un limite che non distingue tra cromo trivalente e cromo esavalente, nonostante l’EFSA (European Food Safety Authority) abbia attestato che il cromo trivalente non comporta rischi per la salute umana e animale2, principio tra l’altro ribadito dal JRC ISPRA. Tale settore, pertanto, deve essere quanto più possibile tutelato, specialmente in virtù del fatto che le industrie che riutilizzano le pelli trattate sono annoverate tra le virtuose in linea con gli obiettivi della Circular Economy, in quanto ogni anno svolgono importanti attività di riciclo ed evitano lo spreco di circa 70.000 tonnellate di sottoprodotti dell’industria conciaria. Si teme, però, che in fase di discussione in Parlamento Europeo si possa richiedere il limite del Cromo totale. Questo, oltre a rappresentare un grosso errore dal punto di vista scientifico, impedirebbe ai fertilizzanti derivanti da pelli trattate di poter accedere al mercato comunitario. Tale possibilità avrebbe ovviamente delle ricadute molto pesanti all’interno di questo settore industriale.

Concimi Organici

Anche il settore dei concimi organici, come quello dei concimi organo-minerali, è costituito prevalentemente da PMI. Essendo prodotti che possono essere utilizzati anche come base per la realizzazione di concimi organo-minerali, chiaramente risentono delle medesime criticità sopra elencate.

Per questa ragione Assofertilizzanti auspica che le questioni relative al cromo, ai sottoprodotti di origine animale e alle matrici organiche vengano monitorate con la massima attenzione proprio per evitare la penalizzazione di due categorie di prodotti accomunate dalle stesse criticità.

Biostimolanti

Con il riconoscimento dei biostimolanti nel nuovo Regolamento europeo sarà possibile avere finalmente un perimetro normativo anche per questi prodotti particolarmente innovativi.

Alcuni biostimolanti possono essere costituiti da alcuni microrganismi che, per loro natura, aumentano la tolleranza agli stress ambientali, come ad esempio le temperature estreme, le precipitazioni irregolari e altre condizioni legate ai cambiamenti climatici.

Il nuovo Regolamento ha introdotto una lista con i nomi dei microrganismi che possono essere utilizzati, questa, però, è molto limitante e fin troppo generica in quanto le industrie dei fertilizzanti hanno già fatto numerosi passi in avanti rispetto a quanto richiesto dalla legge.

Un biostimolante a base di microrganismi, infatti, richiede numerosi studi e anni di costosissime sperimentazioni affinché un prodotto possa essere perfezionato dal punto di vista dell’efficacia e della salubrità. È importante, quindi, dare la possibilità alle imprese di innovare e commercializzare quanto di nuovo venga realizzato, optando, in luogo dell’introduzione nel Regolamento di una lista chiusa, per la definizione di requisiti tecnici sotto la vigilanza di un’agenzia internazionale, come ad esempio l’ECHA.

 

1 Revisiting and updating the effect of phosphorus fertilisers on cadmium accumulation in European Agricultural Soils – – International Fertiliser Society – E. Smolders. – May 2013

2 Scientific opionion on the risks to public health related to the presence of chromium in food and drinking water – 12 giugno 2014

Leggi qui di seguito le note tecniche fornite da Assofertilizzanti:

ASSOFERTILIZZANTI_-_Nota_su_allegati_COM_2016_157_def

 

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Ultimo aggiornamento

Martedì 27 marzo 2014




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