Prodotti TipiciDopo essere stata discussa e approvata lo scorso 20 luglio 2016 in commissione Agricoltura del Senato, lo scorso martedì 2 agosto l’aula del Senato ha dato il definitivo ok al disegno di legge sullo spreco alimentare. Una norma che finalmente rende più organico l’attuale quadro normativo e che lo semplifica, aggiornando e ampliando a più soggetti del terzo settore.

La norma infatti ha come obbiettivo quello di adempiere ad alcuni degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) adottati dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel settembre 2015, nel quadro dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, non solo recepisce anche le indicazioni del  Pacchetto sull’economia circolare presentato dalla Commissione europea il 2 dicembre 2015, nel quale viene ribadito che: i rifiuti alimentari rappresentano un problema per l’Europa: si stima che nell’UE si sprechino circa 100 milioni di tonnellate di alimenti l’anno.

 

 

Punti principali della Legge

 

  1. Viene fatta definitiva chiarezza delle definizioni di: operatore settore alimentare, soggetti cedenti, eccedenze alimentari, spreco alimentare, donazione, termine minimo di conservazione e data di scadenza, che cos’è eccedenza, spreco.
  2. Per beni alimentari confiscati viene confermato che le autorità dispongono la cessione a soggetti non profit.
  3. Rende stabile l’incentivo ai donatori, già previsto dall’ultima legge di stabilità e che diversamente ogni anno doveva essere riconfermato, attraverso l’agevolazione nelle procedure di donazione rispetto alla distruzione (nessuna comunicazione preventiva ma consuntiva a fine mese e nessuna comunicazione per un valore sotto i 15.000 euro o deperibili.)
  4. Riconosce e incentiva il valore prioritario del recupero di cibo e alimenti attraverso le donazioni per fini umanitari (vedi punto precedente) per evitare la distruzione. Qualora non possibile l’utilizzo umano valorizza il riciclo per uso zootecnico o energetico.
  5. Riconosce l’attuale Tavolo Coordinamento MIPAAF per la consultazione di tutti i soggetti coinvolti nella lotta allo spreco e alla povertà alimentare. Aumenta di 2 milioni di euro la dotazione del Fondo Nazionale Indigenti 2016, gestito dal Tavolo di Coordinamento Mipaaf, per l’acquisto di prodotti alimentari. È fondamentale che il Senato voti il prima possibile la proposta di legge Gadda, altrimenti tali finanziamenti andrebbero persi.
  6. La RAI dovrà programmare campagne di comunicazione per favorire donazioni da parte delle aziende ed educazione contro lo spreco ai consumatori.
  7. Favorisce i rapporti con il mondo agricolo per la raccolta in campo.
  8. Introduce la possibilità ai comuni di ridurre la tariffa per la tassa rifiuti per i soggetti che documentano le donazioni.

 

Questa legge è un esempio straordinario di applicazione del principio di sussidiarietà in quanto frutto di un lavoro condiviso da tutti i soggetti interessati, dove si è cercato sempre di valorizzare il positivo esistente, semplificando procedure vigenti e senza mettere a rischio la salute dei beneficiari.

A partire dal giorno della sua applicazione l’Italia, primo paese al mondo a dotarsi di una legge così completa che non esclude e non obbliga nessuno, avrà tutti gli strumenti legislativi necessari per una reale e concreta lotta allo spreco alimentare.

 

I dati del Politecnico di Milano[2] presentati a Expo Milano a ottobre 2015 dicono che ci sono 5.000.000 di ton./anno di eccedenze alimentari recuperabili, di cui il 55% lungo la filiera agro-alimentare e 45% dai consumatori.

Si ipotizza che grazie a questa proposta di legge nei prossimi dieci anni sarà possibile dimezzare lo spreco alimentare in Italia, agendo sia sulla filiera agro-alimentare per favorire le donazioni di alimenti sia sui consumatori con campagne di sensibilizzazione ed educazione (RAI e MIUR).

 

Questa proposta di legge sarà anche una grande possibilità di sostegno alle decine di migliaia di associazioni che accolgono più di 4.500.000 di poveri assoluti nel nostro paese (cfr. dati Istat 2015[3]). Si ricorda che la povertà alimentare – che coincide con quella assoluta – colpisce cittadini italiani almeno per il 60% e ha visto raddoppiare il numero di persone colpite dal 2008 al 2016.

Grazie all’approvazione di questa proposta di legge, il contributo della filiera agro-alimentare e del mondo non profit potrà considerarsi un altro pilastro per la lotta alla povertà, come il ddl povertà approvato la scorsa settimana alla Camera. Si ricorda che per il 2016 il Sistema per l’Integrazione Attiva (SIA) prevede circa 650.000.000 di euro per circa 1.000.000 di beneficiari; nel 2014, invece, il valore di prodotti alimentari recuperati per il consumo umano è stimato in circa 500.000 ton. pari a un valore di circa 1.000.000.000 di euro per una platea di quasi 4.000.000 di poveri.

 

Come un povero da solo non può migliorare la sua vita, così anche le istituzioni pubbliche, la filiera agro-alimentare e il mondo non profit da soli non possono far fronte al grave problema della povertà in Italia.

Solo grazie a una collaborazione continua e fattiva tra tutti i soggetti coinvolti, nel rispetto delle funzioni e competenze di ciascuno, è possibile realizzare norme da subito applicabili e i cui  benefici sono misurabili. Questa proposta di legge possiede queste caratteristiche.

 

[1] BiobyDeloitte, Comitato economico e sociale europeo, Comparative Study on EU Member States’ legislation and practices on food donation, giugno 2014.

[2] Garrone Paola, Melacini Marco, Perego Alessandro, Surplus Food Management Against Food Waste. Il recupero delle eccedenze alimentari. Dalle parole ai fatti, DIG – Politecnico di Milano, ottobre 2015.

[3] Istat, La povertà in Italia, 14 luglio 2016.

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Ultimo aggiornamento

Martedì 27 marzo 2014




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