Salvatore Filippone

I risultati della ricerca Agri2000 su un campione di imprenditori agricoli italiani, evidenziano come oltre il 64% degli intervistati ritenga il glifosate «importante/indispensabile» nella gestione delle infestanti. La maggioranza degli agricoltori italiani (86%) ritiene che – in assenza di glifosate – vi sarebbe un aumento medio delle spese di diserbo per ettaro pari al 43% nel caso di gestione convenzionale e pari al 54% nel caso dell’agricoltura conservativa. Il caso del diserbo dei vigneti: la quasi totalità del campione (96%) ritiene che l’eliminazione dell’uso di questa sostanza comporterebbe un aumento dei costi del 177%. Continua a leggere

Il Glifosate (C3H8NO5) con aggiunte di altre sostanze tensioattive e coadiuvanti è un erbicida fogliare, totale (non selettivo) e sistemico, disponibile in diversi formulati e concentrazioni.
Il principio attivo è costituito da un derivato fosfonato della glicina (N-fosfonometilglicina).
Molti fosfonati sono presenti nei comuni detersivi impiegati in tutto il mondo. Quando il formulato che lo contiene viene spruzzato sulle foglie delle piante, dopo l’assorbimento, è trasportato – sistemicità- dalla linfa fino alle radici e, se presenti, anche fino agli organi riproduttivi (rizomi, stoloni, bulbi e bulbilli). Continua a leggere

La decisione sulla registrazione del glifosate come erbicida in Unione Europea è stata ancora una volta rinviata per la dichiarata opposizione o astensione di alcuni stati membri fra cui l’Italia. L’opposizione/astensione è basata sulla conclusione dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (International Agency for Research on Cancer, IARC), organismo satellite dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO), che nel marzo 2015 ha classificato il glifosate nel gruppo 2A (probabilmente cancerogeno per l’uomo). Continua a leggere



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