Publichiamo la posizione di ASSOSEMENTI fornita durante l’Audizione informale sull’utilizzo del glifosato nelle produzioni agricole nazionali  sull’utilizzo del glifosate il 25 settembre 2017.


ASSOSEMENTI è l’associazione che a livello nazionale rappresenta tutti i settori dell’attività sementiera.
Al momento circa 170 aziende sementiere vi aderiscono.
L’attività realizzata da dette aziende rappresenta un fiore all’occhiello per il comparto produttivo nazionale:
la qualità delle sementi prodotte in Italia è riconosciuta da tempo in tutto il Mondo al punto che molte
produzioni sementiere vengono realizzate nel nostro Paese per poi essere esportate.
Nel 2016 sono stati investiti in Italia per la produzione di sementi poco meno di 250mila ettari: circa
200mila con specie agrarie (frumenti, erba medica, mais, soia ecc…), poco meno di 40mila con specie orticole.
Un aspetto molto delicato nelle produzioni sementiere riguarda la difesa fitosanitaria delle stesse dalla
quale non si può prescindere, pena la minore qualità del prodotto ottenuto.
Diverse specie presentano un ciclo biologico per la produzione del seme ben diverso da quello ‘produttivo’:
ad esempio, colture con ciclo produttivo annuale prevedono un ciclo per la produzione sementiera
biennale, con una maggiore esposizione ai possibili attacchi di parassiti e patogeni e, quindi, con una più
elevata necessità di essere protetti durante le diverse fasi di sviluppo.
Diventa pertanto una necessità imprescindibile la disponibilità di prodotti fitosanitari per la difesa delle
colture: l’impiego di tali prodotti assicura un aumento delle rese produttive ed una più elevata qualità dei
prodotti.
Le produzioni agricole, e con esse quelle sementiere, devono oggi assicurare il soddisfacimento di fabbisogni
crescenti di una popolazione in continuo incremento, ma devono nel contempo farlo in maniera sostenibile.
Ciò è possibile farlo solo garantendo un uso razionale degli agrofarmaci in un contesto di produzione integrata.

In tal senso, il corretto uso del glifosate nelle produzioni agricole può portare a benefici non solo di natura economica ma anche ambientale se si considera che il glifosate viene utilizzato nelle tecniche di agricoltura conservativa quali la semina diretta o la minima lavorazione, in tecniche quindi in grado di assicurare una minore erosione del suolo, emissioni di CO2 più basse rispetto alle normali tecniche di lavorazione, un incremento della sostanza organica del terreno, facilitando un maggior accumulo di acqua nel suolo.
Senza comunque voler entrare in approfondimenti tecnici circa l’efficacia del glifosate, ASSOSEMENTI ri-tiene che ogni decisione che potrà essere assunta sul futuro impiego di tale agrofarmaco e, più in genera-le, di ogni altra sostanza utilizzabile nei vari sistemi produttivi, debba essere adottata basando ogni valu-tazione su rigorosi protocolli tecnici ed analitici in grado di considerare e valutare, oltre all’efficacia del prodotto, anche l’eventuale pericolosità per l’Uomo e per l’Ambiente.
Quello dei prodotti agrofarmaci è indubbiamente uno dei settori maggiormente normati a livello mondiale.
In Europa è rigorosa la valutazione cui un prodotto agrofarmaco viene sottoposto prima di ottenere l’autorizzazione all’immissione in commercio con una preliminare autorizzazione rilasciata a livello euro-peo alla sostanza attiva ed una successiva autorizzazione a livello nazionale per il prodotto commerciale.
Tali autorizzazioni vengono rilasciate solo dopo severi controlli ed accurate verifiche.
L’iter non è stato differente per il glifosate che è stato a suo tempo sottoposto alla prevista procedura au-torizzativa da parte degli organi valutatori preposti. In fase di rinnovo dell’autorizzazione, sia l’EFSA-European Food Safety Authority che l’ECHA-European Chemicals Agency, valutando una corposissima mo-le di dossier e di dati, hanno confermato che non vi sono prove scientifiche per ritenere il glifosate come agente cancerogeno per l’uomo o come interferente endocrino, confutando le indicazioni opposte con-tenute nel rapporto pubblicato dallo IARC-International Agency for Research on Cancer che classificava il glifosate come probabilmente cancerogeno per l’uomo, così come le più recenti accuse di interferenza del mondo industriale sui pareri emessi dalle due Agenzie europee.
Mettere in dubbio la correttezza e la legittimità dei pareri formulati da EFSA e da ECHA che, peraltro, hanno confutato ogni accusa ad esse rivolta, significherebbe porre in discussione non solo l’impianto normativo che regola il settore degli agrofarmaci che sappiamo essere uno dei più regolamentati, ma du-bitare dell’intero sistema normativo europeo.
La posizione di ASSOSEMENTI sul caso glifosate è la medesima sostenuta in altre circostanze ed in altri settori quale ad esempio quello delle biotecnologie: ogni decisione deve essere presa basandosi su solide basi scientifiche e non in conseguenza di logiche che rincorrono i sentimenti umorali di determinati grup-pi di pensiero, indipendentemente dall’importanza e dall’influenza degli stessi.
Basi scientifiche che paiono indubitabilmente essere contenute nei pareri espressi da EFSA e da ECHA.
Basi scientifiche che, secondo ASSOSEMENTI devono continuare a guidare le decisioni che a livello euro-peo sono chiamate a garantire la sicurezza dei cittadini, dell’ambiente e del mondo produttivo agricolo del quale il settore sementiero rappresenta parte fondamentale e imprescindibile quale primo anello della catena produttiva.

 

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